Un proprietario che affitta un monolocale arredato per tutto l’anno e un altro che offre un appartamento per brevi periodi su una piattaforma non pagano la stessa imposta, anche con ricavi identici. L’aliquota fiscale sui redditi da locazione arredata dipende dal regime fiscale scelto, dal tipo di affitto e dalla fascia marginale di imposizione del nucleo familiare. Comprendere questi meccanismi consente di scegliere tra micro-BIC e regime reale prima della prossima dichiarazione.
Prelievi sociali sugli affitti arredati: l’aliquota che molti sottovalutano
Prima ancora di parlare di imposta sul reddito, è necessario considerare i prelievi sociali. Dall’ultima rivalutazione, l’aliquota globale dei prelievi sociali è passata al 18,6 %. Questo prelievo si applica sul reddito imponibile, cioè dopo la deduzione in micro-BIC o dopo la detrazione delle spese in regime reale.
Si possono trovare informazioni dettagliate su questi meccanismi su sito Immo Factory per la fiscalità, che sintetizza i diversi tassi applicabili a seconda delle situazioni.
Questa aliquota del 18,6 % si aggiunge alla scala progressiva dell’imposta sul reddito. Un contribuente la cui fascia marginale è al 30 % sopporta quindi una pressione fiscale combinata di quasi il 50 % sui suoi redditi da locazione arredata. Nella fascia dell’11 %, il carico totale si avvicina al 30 %, il che rimane significativo per un piccolo locatore.

Micro-BIC in locazione arredata: deduzioni e limiti per il 2026
Il regime micro-BIC rimane il più semplice da gestire. L’amministrazione applica una deduzione forfettaria sui ricavi lordi, e si è tassati sul saldo. A partire dai redditi 2025, le aliquote di deduzione sono le seguenti:
- 50 % di deduzione per la locazione arredata a lungo termine, gli arredati turistici classificati e le camere d’hotel
- 30 % di deduzione per gli arredati turistici non classificati, il che aumenta notevolmente il carico fiscale sulle locazioni stagionali senza classificazione
I limiti di ricavi condizionano l’accesso al micro-BIC. Per i redditi 2026, la soglia è fissata a 83.600 euro per la locazione a lungo termine, gli arredati classificati e le camere d’hotel. Essa scende a 15.000 euro per gli arredati turistici non classificati.
Ciò che la deduzione cambia concretamente
Prendiamo un locatore che percepisce affitti annuali e si trova nella fascia al 30 %. Con una deduzione del 50 %, solo la metà dei suoi ricavi entra nel calcolo dell’imposta sul reddito. I prelievi sociali al 18,6 % si applicano su questa stessa base ridotta.
Con una deduzione del 30 % (arredato turistico non classificato), il 70 % dei ricavi è tassabile. La differenza tra i due regimi può rappresentare diverse migliaia di euro di imposta all’anno, a seconda del volume di affitti. La classificazione dell’arredato turistico diventa un leva fiscale diretta.
Regime reale in LMNP: dedurre le spese e gli ammortamenti
Il regime reale semplificato consente di dedurre le spese reali (interessi sul prestito, lavori, assicurazione, spese di gestione, tassa fondiaria) e soprattutto di ammortizzare il bene immobiliare e il mobilio. In pratica, l’ammortamento riduce il reddito imponibile, talvolta fino a portarlo a zero per diversi anni.
Un LMNP in regime reale può non pagare alcuna imposta sui suoi affitti finché gli ammortamenti assorbono il risultato. Questo meccanismo spiega perché il regime reale attira i proprietari le cui spese superano la deduzione forfettaria del micro-BIC.
Ammortamenti e rivendita: un costo nascosto da anticipare
Si dimentica spesso che gli ammortamenti praticati vengono reintegrati nel calcolo della plusvalenza al momento della cessione del bene, salvo eccezioni per alcune residenze gestite. Il guadagno fiscale annuale si paga parzialmente alla rivendita.
Il regime di plusvalenza per i privati concede deduzioni per durata di detenzione: esenzione dall’imposta sul reddito dopo 22 anni, esenzione dai prelievi sociali dopo 30 anni. La strategia di detenzione lunga attenua quindi l’impatto di questa reintegrazione, ma impone di pianificare l’uscita sin dall’acquisto.

Scala progressiva dell’imposta sul reddito applicata ai BIC locativi
I redditi da locazione arredata, una volta passati attraverso il filtro del micro-BIC o del regime reale, si sommano agli altri redditi del nucleo familiare. Sono soggetti alla scala progressiva per fasce. Ecco le fasce in vigore:
| Fascia di reddito imponibile | Aliquota d’imposta |
|---|---|
| Fino a 11.600 euro | 0 % |
| Da 11.601 a 29.579 euro | 11 % |
| Da 29.580 a 84.577 euro | 30 % |
| Da 84.578 a 181.917 euro | 41 % |
| Oltre 181.917 euro | 45 % |
L’aliquota effettiva sugli affitti arredati dipende dal reddito globale del nucleo familiare. Un contribuente nella fascia al 30 % che aggiunge BIC locativi vede i suoi ultimi euro di affitti tassati al 30 % di imposta sul reddito, a cui si aggiungono il 18,6 % di prelievi sociali.
Micro-BIC o reale: il punto di svolta
Il micro-BIC è adatto quando le spese reali rimangono inferiori alla deduzione forfettaria. Per un arredato a lungo termine, ciò significa che le tue spese devono superare il 50 % dei ricavi affinché il regime reale diventi più interessante. Con un prestito in corso e lavori regolari, si supera spesso questa soglia.
Per gli arredati turistici non classificati, la deduzione limitata al 30 % spinge ancora più rapidamente verso il regime reale. Confrontare i due regimi ogni anno rimane l’unico metodo affidabile per ottimizzare la propria fiscalità locativa.
Il quadro fiscale della locazione arredata evolve regolarmente, e un progetto di legge di bilancio per il 2027 prevede un tetto sugli ammortamenti deducibili, con soglie diverse a seconda del tipo di locazione. La misura non è ancora applicabile, ma invita a monitorare le scelte tra i regimi fin da ora piuttosto che subire un cambiamento delle regole nel corso del tempo.



